A seguito di una selezione all'interno del sito del Teatro alla Scala, dedico un post a una serie di foto selezionate da me dei vari concerti/opere/balletti che percorrono gli anni dal 1973 al 2012, osservandole si possono notare grandi differenze tra gli anni e tra i maggiori fotografi del Teatro la Scala.
ANNO 1973/74 FOTOGRAFO: Erio Piccagliani
Concerto 1973-74 - TOSCA 2 -ERIO PICCAGLIANI
Concerto 1973-74 - TOSCA 2 -ERIO PICCAGLIANI
Concerto 1973-74 - TOSCA 2 -ERIO PICCAGLIANI
Concerto 1973-74 - TOSCA 2 -ERIO PICCAGLIANI
ANNO 1980 FOTOGRAFO: Silvia Lelli e Roberto Masotti
BALLETTO 1980 -LA SBARRA ED IL CENTRO - LELLI E MASOTTI
OPERA 1980 -LA FIERA DI SOROCINZY - LELLI E MASOTTI
“Scelgo la fotografia in bianco e nero perché diventa
metafora … “ cit. Paolo Pellegrin
Il fotoreporter Paolo Pellegrin è un uomo che vive per
documentare, viaggia 365 giorni l’anno e testimonia con la fotografia i luoghi
e gli avvenimenti più assurdi.
La sua fotografia a parere mio racconta un uomo che è
lontano anni luce dalla mia vita, un uomo che vive nel mondo crudele della
guerra civile, delle disgrazie, delle catastrofi ambientali e della povertà.
È un artista che mette la fotografia prima di sé stesso,
rischiando quotidianamente la propria vita.
Grazie alla bella giornata di oggi, sono riuscita a fare qualche scatto interessante a Consonno (la famosa città fantasma a 5 minuti da casa mia).. il riflesso nell'acqua è il soggetto su cui mi sono concentrata cercando di prenderlo da diverse prospettive.
“THE REGULARS” è un interessante libro fotografico raccolto da una giovane artista americana: Sarah Stolfa.
Il libro è un intera raccolta di fotografie ambientate in un bar nel centro di Philadelphia . Ma la cosa più interessante è la prospettiva da cui la Stolfa osserva la vita delle persone: dietro il bancone del bar.
Il titolo del libro “ the regular” fa proprio riferimento a colore che frequentano abitualmente un posto, coloro che in questo bar sono di casa e la Stolfa vivendo dall’altra parte del bancone, lì vede da un punto di vista Unico.
In tutti i ritratti sembra che nessun volto mostri shock o avversione nello stare davanti a un obbiettivo o a un flash, forse questo è diventato un evento “normale” vista la loro presenza “regolare” nel posto.
Essere ricorrenti allo stesso bancone di un bar porta a costruire relazioni personali che non sono tanto profonde, ma per lo meno non si è nemmeno estranei a titolo definitivo. La fotocamera è posizionata all’altezza degli occhi dei soggetti, seduti, catturandoli in modo diretto così da creare un sentimento di uguaglianza. Di conseguenza dall’ inquadrazione si percepisce un’intimità maggiore, e credo che Stolfa sia riuscita a creare un senso di fiducia tra lei e i suoi soggetti, così chiamati “regolari” nel suo locale.
La profondità di campo è la distanza davanti e dietro alsoggettomesso a fuoco che appare nitida.
In parole povere si immagini
una linea di 10 metri che parte dall’ obiettivo della nostra fotocamera.
A seconda di come regoli il diaframma (più o
meno aperto), potrai decidere quanti di quei 10 metri vuoi mettere a fuoco, più
aperto è il diaframma meno profondità di campo avrai, così da mettere a fuoco solo quel soggetto che si
trova nel metro che si sceglie, mentre a contrario se il diaframma è chiuso
metterai a fuoco tutto quello che si trova sulla nostra linea immaginaria.
Ecco due semplici foto
scattate nella mia camera che mettono in evidenza due profondità di campo
differenti date da una diversa apertura di diaframma.
Canon EOS 500D - ISO 400 - F/22 - 2.5 sec
Canon EOS 500D - ISO 400 - F/3.5 - 1/10 sec
Non è solo l’apertura del diaframma a condizionare la
profondità di campo, ma esistono altri due fattori: DISTANZA DAL SOGGETTO e
dalla LUNGHEZZA FOCALE (tramite l’uso di diversi obbiettivi)
Variare la profondità di campo variando l'apertura del diaframma
Modificare la profondità di campo variando la distanza di messa a fuoco
Modificare la profondità di campo variando la lunghezza focale
La foto pubblicata riprende 5 scatti con fotocamera
impugnata a mano, senza cavalletto, provando tempi diversi, dal più lento al
più veloce.
Le foto sono state scattate con la focale più lunga che ho a
disposizione (55mm), mentre l’apertura di oturatore varia poiché ho utilzzato
l’impostazione che dà priorità al tempo “Tv”.